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Lusitani
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I mwcqLusitani furono una mwcgpopolazione indoeuropea che abitò la parte più occidentale della mwcwpenisola iberica che diventò in seguito la mwdaprovincia romana della mwdqLusitania, corrispondente all'incirca all'odierno mwdgPortogallo a sud del fiume mwdwDuero e alla regione di confine portoghese con l'attuale mweaEstremadura mweqspagnola. I portoghesi moderni considerano i Lusitani come i loro antenati ed il termine è talvolta usato come sinonimo di portoghesi.
Contents
• Storia
• Origini
• Cultura
• Lingua
• Note
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Etimologia
Non ci sono più certezze sull'etimologia del loro nome. mwfqPlinio il Vecchio scrisse che il nome "Lusitania" potrebbe derivare dal termine mwfglusus ("gioco") associato a mwfwBacco.cite-ref-1[1] Ma l'etimologia più comunemente accettata, basata su prove epigrafiche, combina i morfemi mwhalus e mwhqtanus, forse derivati dalle radici indoeuropee mwhgluks ("luminoso") e tan ("gruppo, tribù").cite-ref-2[2]
Storia
Origini
I Lusitani erano un gruppo di popoli riuniti sotto un nome generico che in realtà si riferiva a un piccolo popolo o gruppo di tribù: i Lusitani, che vivevano tra i fiumi Tago e Duero, in particolare nella regione di Beira. Storici e archeologi sono indecisi sulle origini dei Lusitani, che potrebbero essere giunti dalle Alpi e essersi stabiliti nella regione intorno al mwkgII secolo a.C.. Sebbene esista la teoria di un'origine celtica, la maggior parte degli autori moderni li considera nativi pre-celtici della penisola iberica, che passarono sotto il dominio celtico prima di staccarsi dai mwkwCelti per diffondere il loro insediamento in Estremadura, prima di essere infine sottomessi e integrati dai Romani.
Uno studio genetico pubblicato nel 2019 conferma queste ipotesi. I campioni risalenti all'mwlqetà del bronzo finale (dal 1200 al 700 a.C.), prelevati dalla grotta di Medronhal (Arrifana, mwlgCoimbra, Portogallo), mostrano che gli scheletri studiati sono discendenti di persone della cultura campaniforme provenienti dall'Europa centrale e portatori dell'aplogruppo R1b-M269. I manufatti suggeriscono una datazione all'inizio del I millennio a.C., confermata dalla datazione al radiocarbonio del perone umana: 890-780 cal BCE.cite-ref-3[3]
Lusitani e romani
La prima menzione dei Lusitani si trova in mwnqTito Livio, che li descrive come mercenari al soldo dei mwngCartaginesi nel mwnw218 a.C.cite-ref-4[4]; compaiono anche accanto ai mwpaCeltiberi che devastano gli alleati di Roma nel mwpq186 a.C.. I Lusitani furono duramente sconfitti nel 185 a.C. dal pretore C. Atinio ad Hasta e poi più volte dal pretore Manlio nel 181 a.C.cite-ref-5[5]
Nel 177 a.C., il pretore mwqwLucio Postumio Albino celebrò un trionfo per le sue vittorie sui Lusitani10 ma, nel 154 a.C., sotto il comando dei generali Punico, probabilmente di origine cartaginese, e poi Cesaro, i Lusitani inflissero notevoli perdite ai Romani nei pressi delle mwraColonne d'Ercole, dove mwrqLucio Mummio Acaico li sconfisse definitivamente con difficoltà.cite-ref-6[6]
Il pretore mwswServio Sulpicio Galba concluse una tregua con i Lusitani e, con il pretesto di concedere loro terre fertili, li fece massacrare e vendette i superstiti come schiavi, violando i loro giuramenti. Questo tradimento portò alla rivolta nota come Guerra del Fuoco o mwtaGuerra Lusitana, guidata da un sopravvissuto al massacro, mwtqViriato, che fu assassinato da traditori al soldo dei Romani nel 139 a.C. I Romani ottennero altre vittorie sotto mwtgDecimo Giunio Bruto Callaico (tra il 137 e il 113 a.C.), estendendo la dominazione romana verso ovest e più a nord, tra i fiumi Duero e Minho. Decimo Giunio Bruto Callaico divenne proconsole in Lusitania con mwtwMario nel 113 a.C., ma i Lusitani resistettero a lungo, conducendo una costante guerriglia contro Roma, di cui fecero a pezzi l'esercito nel 105 a.C. Si unirono alle truppe del generale romano rinnegato mwuaSertorio, nel quale videro un nuovo Viriato,cite-ref-7[7] e fu solo sotto mwvqAugusto che la Lusitania fu finalmente pacificata.
Provincia romana
Dal mwwa197 a.C., la Lusitania fece parte della successiva mwwqprovincia romana di Hispania, insieme ai territori delle Asturie e della Galizia. Questi ultimi furono assimilati alla provincia di mwwgHispania Citerior Tarraconensis durante la riforma di Augusto del 13 a.C., mentre il resto divenne provincia Lusitania et Vettones, una provincia imperiale con un legato di rango pretorio, con mwwwAugusta Emerita (mwxaMerida) come capitale.
Cultura
La classificazione della cultura lusitana in generale, compresa la lingua, si rivela difficile e controversa. Alcuni ritengono che fosse essenzialmente una cultura iberica pre-celtica con sostanziali influenze celtiche, mentre altri sostengono che fosse una cultura essenzialmente celticacite-ref-r01-9-0[9] con forti influenze indigene pre-celtiche associate alla mwbwCultura del vaso campaniforme.
Lingua
Il lusitano è una lingua scarsamente attestata documentata in una zona che va dall'attuale Portogallo centro-meridionale (a sud del fiume mwegDuero) e a una parte dell'altopiano dell'odierna mwewEstremadura (mwfaSpagna).
La lingua lusitana era una lingua paleoispanica che appartiene chiaramente alla mwfgfamiglia indoeuropea. La precisa appartenenza della lingua lusitana alla famiglia indoeuropea è tuttora dibattuta: c'è chi sostiene che si tratti di una lingua para-celtica con un'evidente celticità nella maggior parte del lessico, oltre a molti antroponimi e toponimi.cite-ref-r01-9-1[9] Una seconda teoria mette in relazione il lusitano con le mwgwlingue italiche;cite-ref-10[10] basandosi sui nomi delle divinità lusitane con altri elementi grammaticali dell'area.
La lingua lusitana potrebbe infatti essere stata un italoceltico basale, un ramo indipendente dal celtico e dall'italico, separatosi precocemente dalle popolazioni proto-celtiche e proto-italiche che si diffusero dall'Europa centrale all'Europa occidentale dopo le mwiqnuove migrazioni Jamna nella valle del Danubio.cite-ref-11[11] In alternativa, un ramo europeo dei dialetti indoeuropei, definito "indoeuropeo nord-occidentale" e associato alla mwjgcultura del vaso camapaniforme, potrebbe essere stato ancestrale non solo al celtico e all'italico, ma anche al germanico e al balto-slavo. Si è ipotizzato inoltre che la lingua celtica del galleiciano e il lusitano fossero un'unica lingua (non lingue separate) della variante celtica "P".cite-ref-12[12]
Note
cite-note-11. ↑ mwmqPlinio il Vecchio, mwmgNaturalis historia, libro III, 3,3: "mwmwVarrone afferma che l'intera Spagna era popolata da colonie iberiche, persiane, fenicie, celtiche e cartaginesi; che il gioco (lusus) di Bacco o Lisia, che celebrava baccanali con lui, diede il nome alla Lusitania (...)"
cite-note-22. ↑ Julius Pokorny, Indogermanisches etymologisches Wörterbuch, 1959.
cite-note-33. ↑ Iñigo Olalde, Swapan Mallick1, Nick Patterson, […],The genomic history of the Iberian Peninsula over the past 8000 years [archive], Science, 15 mars 2019, Vol. 363, Issue 6432, pp. 1230-1234.
cite-note-44. ↑ mwpqTito Livio, Storia romana, XXI, 57.
cite-note-55. ↑ mwqqTito Livio, Storia romana, XXXX, 34.
cite-note-r01-99. ↑ Wodtko, Dagmar S. (2010). Celtic from the West Chapter 11: The Problem of Lusitanian. Oxford, UK: Oxbow Books. pp. 335–367. ISBN 978-1-84217-410-4.
cite-note-1010. ↑ Tamburelli, Marco; Brasca, Lissander (2018). "Revisiting the classification of Gallo-Italic: A dialectometric approach". Digital Scholarship in the Humanities. pp. 442–455. doi:10.1093/llc/fqx041.
cite-note-1111. ↑ Prósper, Blanca María (2003). "The inscription of Cabeço das Fráguas revisited. Lusitanian and Alteuropäisch populations in the West of the Iberian Peninsula". Transactions of the Philological Society. 97 (2): 151–184. doi:10.1111/1467-968X.00047
cite-note-1212. ↑ Mallory, James P. (2013). "The Indo-Europeanization of Atlantic Europe". In Koch, J. T.; Cunliffe, B. (eds.). Celtic From the West 2: Rethinking the Bronze Age and the Arrival of Indo–European in Atlantic Europe. Oxford: Oxbow Books. pp. 17–40.
Bibliografia
• mwyw(ES) Francisco Villar, Los Indoeuropeos y los origines de Europa: lenguaje e historia, Madrid, Gredos, 1991, ISBN 84-249-1471-6. Trad. it.: mwzaFrancisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, Bologna, Il Mulino, 1997, ISBN 88-15-05708-0.
Voci correlate
Collegamenti esterni